«Chiedi di Angela» (in inglese Ask for Angela) è una frase in codice: chi si sente in pericolo o molestato in un locale chiede al personale di parlare con «Angela», e chi lavora al bancone capisce che serve aiuto senza che nessun altro se ne accorga. Il 22 novembre 2023 Roma Capitale ha annunciato l’estensione del progetto a tutti i quindici municipi, dopo la sperimentazione nei municipi IX e X. I locali aderenti espongono un logo all’ingresso; la formazione è curata dalla Polizia di Stato, con Questura e Confcommercio Roma tra i partner.
Questa guida mette in fila le iniziative italiane documentate, poi separa due punti di vista: cosa puoi fare tu quando esci e cosa può fare chi gestisce un bar o una discoteca.
Le iniziative italiane in sintesi
| Iniziativa | Chi la promuove | Data | Cosa prevede |
|---|---|---|---|
| «Chiedi di Angela» – Roma | Roma Capitale, Questura, Confcommercio Roma | 22 novembre 2023 | Frase in codice, logo all’ingresso, personale formato |
| «Scusa c’è Angela?» – Cesena | Comune, rete antiviolenza, Confcommercio, Confesercenti, Arci | maggio 2025 | Frase in codice, formazione gratuita per i gestori |
| #sicurezzavera | Polizia di Stato, SILB-FIPE, Gruppo donne FIPE/Confcommercio | 27 aprile 2023 | Formazione del personale, segnalazioni con YouPol |
| «Tutta mia la notte» – Bologna | Comune di Bologna, locali notturni aderenti | 3 luglio 2026 | Protocollo d’intenti, manifesto, bando aperto fino a giugno 2027 |
Cesena: «Scusa c’è Angela?»
A Cesena il progetto è stato presentato a maggio 2025 dall’amministrazione comunale insieme alla rete antiviolenza del territorio, con Confcommercio, Confesercenti e Arci, come ha riportato ANSA. I gestori che aderiscono ricevono una formazione gratuita. Quando qualcuno pronuncia la frase, il personale può chiamare un taxi, invitare il molestatore ad andarsene e, se serve, chiedere subito l’intervento delle forze dell’ordine.
#sicurezzavera: Polizia di Stato e locali da ballo
Il protocollo #sicurezzavera, firmato il 27 aprile 2023, impegna i locali aderenti a formare uno o più dipendenti perché sappiano riconoscere i segnali di una possibile molestia o violenza. Gli episodi si segnalano con l’app YouPol della Polizia di Stato, aggiungendo l’hashtag #fipe. Il testo riguarda la violenza di genere in generale: non parla in modo specifico di sostanze nelle bevande.
Bologna: «Tutta mia la notte»
Il 3 luglio 2026 il Comune di Bologna ha approvato un protocollo d’intenti e un manifesto per la sicurezza partecipata e la prevenzione della violenza di genere nei luoghi della notte. Nella fase preliminare sono stati formati circa trenta gestori; il bando per aderire resta aperto fino a giugno 2027 ed è cofinanziato dalla Regione Emilia-Romagna. Il comunicato non menziona le bevande alterate: chi aderisce può inserire questo tema nelle proprie procedure interne, ma non fa parte del testo approvato.
Quando esci: cosa puoi fare tu
- Cerca il logo all’ingresso o nei bagni. Se il locale aderisce a «Chiedi di Angela», il personale è formato per aiutare chi si sente in pericolo: basta la frase in codice.
- Ordina di persona e guarda il bicchiere mentre viene preparato. Se lo perdi di vista, lascialo lì e ordinane un altro.
- Non restare mai da sola o da solo: stabilisci con chi esci chi controlla chi, e come tornate a casa.
- Fidati dei segnali del corpo. Vertigini, confusione, difficoltà a parlare o a muoversi, nausea e vuoti di memoria sono tra gli effetti del GHB descritti dal Dipartimento politiche antidroga. Se ti senti molto peggio di quanto giustifichi ciò che hai bevuto, smetti di bere e avvisa subito qualcuno.
- Chiedi aiuto senza aspettare. Rivolgiti al personale e chiama il 112 se tu o chi è con te state male. Per violenza o molestie il 1522 (antiviolenza e stalking) è gratuito e attivo 24 ore su 24. I passi successivi, compreso il pronto soccorso, sono spiegati nella guida cosa fare se sospetti un drink alterato.
Per i gestori: checklist per il personale
Questa sezione si rivolge a titolari e responsabili di bar, pub e discoteche.
Un protocollo funziona solo se chi lavora al bancone o all’ingresso sa cosa fare nei primi minuti. Le voci seguenti riprendono i punti delle iniziative citate e li traducono in gesti quotidiani. Le consigliamo di rivederle con il Suo staff all’inizio di ogni stagione.
- Una persona di riferimento per turno. Tutto lo staff deve sapere chi è e dove trovarla; il nome va comunicato anche ai buttafuori.
- Frase in codice e cartelli. Se il Suo Comune ha un progetto «Angela», valuti l’adesione e la formazione gratuita dove prevista; nei bagni esponga i numeri 112 e 1522.
- Bicchieri sotto controllo. Servire la bevanda direttamente a chi l’ha ordinata, non lasciare drink pronti incustoditi sul bancone e sostituire senza discussioni un bicchiere rimasto senza sorveglianza.
- Riconoscere i segnali. Una persona confusa, molto assonnata o che non riesce a parlare dopo pochi drink non va trattata come «solo ubriaca»: va affidata alla persona di riferimento.
- Non lasciarla andare da sola. Né da sola né con qualcuno appena conosciuto. Chiami un taxi o contatti gli amici, come previsto dal modello di Cesena.
- Chiamare il 112. In caso di malessere, perdita di coscienza o difficoltà respiratorie non si aspetta: si chiama il 112 e si seguono le indicazioni dell’operatore.
- Conservare il bicchiere, se possibile, per le forze dell’ordine, senza svuotarlo né lavarlo.
- Segnalare. Molestie e violenze si segnalano anche con YouPol e l’hashtag #fipe, come previsto da #sicurezzavera.
Per forniture a locali, eventi e associazioni di categoria può richiedere un’offerta dalla pagina ingrosso. Se lavora per un’amministrazione comunale, trova le informazioni dedicate alla pagina Comuni.
Strisce reattive: un’integrazione, non un sostituto
Un test per le bevande può completare le procedure del personale, ma non sostituisce formazione, attenzione e aiuto immediato. La striscia reattiva DrinkCheck è pensata per un controllo rapido di due gocce di bevanda e rileva 6+ sostanze, tra cui GHB, ketamina, scopolamina, cocaina, metanfetamina e anfetamina. Un risultato negativo non garantisce che la bevanda sia sicura: se una persona sta male, contano i sintomi, non il colore della striscia.
Nei locali, i test hanno senso soprattutto se il personale sa quando proporli, come leggerli e cosa fare dopo. Come funziona la lettura è spiegato alla pagina come funziona; il prodotto per uso personale è disponibile alla pagina DrinkCheck.
Questo articolo ha finalità informative e non costituisce consulenza legale o medica. In caso di emergenza chiama il 112.