Se sospetti che il tuo drink sia stato alterato, la regola è una sola: smetti di bere, non restare da solo o da sola e chiedi aiuto subito. Se stai male, chiama il 112. Se temi di aver subito una violenza, vai al pronto soccorso il prima possibile e chiedi un esame tossicologico: il GHB, una delle sostanze più note, resta rilevabile nel sangue fino a circa 6 ore e nelle urine fino a circa 12 ore.
Non serve essere sicuri al cento per cento per chiedere aiuto. Chi pensa «mi hanno drogato» spesso si sente confuso, in colpa o in imbarazzo: sono reazioni normali, ma non devono farti perdere tempo. Un falso allarme costa molto meno di un intervento mancato.
I primi minuti: cosa fare subito
- Smetti di bere e non finire il bicchiere, nemmeno «per vedere se passa».
- Resta con una persona di fiducia. Dille chiaramente cosa sospetti e chiedile di non lasciarti andare via con sconosciuti o con chi ti ha offerto da bere.
- Avvisa il personale del locale: barista, sicurezza, responsabile di sala. Possono accompagnarti in un luogo tranquillo, chiamare i soccorsi e mettere da parte il bicchiere.
- Chiama il 112 se hai difficoltà a respirare, ti gira forte la testa, vomiti, ti senti molto più ubriaco o ubriaca di quanto giustifichi ciò che hai bevuto, oppure se una persona accanto a te perde conoscenza. Non lasciarla sola e non darle altro da bere.
- Non tornare a casa da solo o da sola e non metterti alla guida.
Se sei tu ad aiutare un amico o un’amica, vale lo stesso: resta, chiama, racconta ai soccorritori cosa ha bevuto e da quando sta male.
Al pronto soccorso: codice giallo e percorso dedicato
In Italia esistono regole nazionali precise per chi arriva in pronto soccorso dopo una violenza. Le Linee guida nazionali per le Aziende sanitarie e ospedaliere in tema di soccorso e assistenza socio-sanitaria alle donne vittime di violenza, adottate con il DPCM 24 novembre 2017 e pubblicate in Gazzetta Ufficiale il 30 gennaio 2018, prevedono che:
- salvo emergenze da codice rosso, alla donna sia attribuito almeno un codice giallo, con un tempo di attesa di solito non superiore a 20 minuti;
- il codice giallo attivi il Percorso per le donne che subiscono violenza, con visita in un’area separata e riservata;
- il personale raccolga e conservi le tracce biologiche secondo una catena di custodia, così che possano servire in un eventuale procedimento;
- la donna venga informata sui centri antiviolenza, sul 1522 e sulla possibilità di sporgere denuncia, e dia il proprio consenso a ogni fase.
Quando arrivi al triage, di’ subito: «Penso di essere stata drogata» oppure «Penso che mi abbiano messo qualcosa nel bicchiere». Se temi che sia successo qualcosa mentre non eri lucida o lucido, dillo, anche se non ricordi i dettagli. Prima di lavarti o cambiarti, chiedi al personale: vestiti e tracce sul corpo possono essere importanti.
Codice Rosa
Il Codice Rosa è nato nel 2010 come progetto pilota a Grosseto ed è diventato una rete regionale in tutta la Toscana, con un protocollo con la Procura di Firenze. La Regione Toscana lo descrive come un percorso di accesso al pronto soccorso riservato a donne, minori e persone discriminate che hanno subito violenza. Fuori dalla Toscana il percorso previsto dalle Linee guida nazionali può avere nomi diversi: le stesse Linee guida consentono alle realtà locali già attive di mantenere per un periodo la propria denominazione. Non conta come si chiama nel tuo ospedale: puoi sempre chiedere di essere presa o preso in carico come vittima di violenza.
L’esame tossicologico: perché le ore contano
Molte sostanze usate per alterare una bevanda vengono eliminate in fretta. Secondo l’agenzia europea sulle droghe (EUDA), il GHB non è più rilevabile nelle urine dopo circa 12 ore; nel sangue lo è fino a circa 6 ore, secondo l’associazione tedesca contro la violenza sulle donne bff. Per altre sostanze, come la ketamina, la finestra è più lunga, ma resta limitata.
Cosa significa in pratica:
- vai al pronto soccorso subito, non la mattina dopo;
- chiedi espressamente un esame tossicologico su sangue e urine e spiega a che ora hai bevuto;
- se la visita arriva tardi e l’esame risulta negativo, non vuol dire che non sia successo nulla: può voler dire soltanto che la sostanza è già stata eliminata.
La visita e gli esami sono utili anche se non sai ancora se vuoi denunciare. Le tracce raccolte oggi possono servirti domani.
Conservare le prove
- Il bicchiere. Se è ancora lì, chiedi al personale di metterlo da parte senza svuotarlo né lavarlo, e segnalalo a chi interviene.
- Gli orari. Annota, o fai annotare a un’amica o a un amico, quando e dove hai bevuto, chi ti ha offerto da bere e quando sono comparsi i primi sintomi.
- Messaggi e foto. Non cancellare chat, scontrini o foto della serata: aiutano a ricostruire i tempi.
- Testimoni. Chiedi a chi era con te di scrivere ciò che ricorda finché è fresco.
Il 1522 e i centri antiviolenza
Il 1522 è il numero di pubblica utilità antiviolenza e stalking promosso dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento per le Pari Opportunità. È gratuito, attivo 24 ore su 24, raggiungibile anche via chat e app. Operatrici e operatori specializzati ti ascoltano, ti spiegano le opzioni e possono metterti in contatto con il centro antiviolenza più vicino, anche solo per un consiglio.
Il servizio è molto usato: secondo l’ISTAT, nel 2025 le vittime che hanno contattato il 1522 sono state 25.970, più del 2024 (dati pubblicati il 4 settembre 2026). L’ISTAT non pubblica una voce specifica sulle bevande alterate: non esiste, al momento, un conteggio ufficiale italiano di questi casi.
Denunciare: Polizia e Carabinieri
Puoi sporgere denuncia o querela presso qualsiasi ufficio della Polizia di Stato o stazione dei Carabinieri; in emergenza il 112 ti mette in contatto con loro. Alterare di nascosto la bevanda di una persona è già un reato: ne parliamo nella guida su cosa dice la legge italiana.
Una cosa utile da sapere: per la violenza sessuale la querela va presentata entro dodici mesi ed è irrevocabile, come prevede l’art. 609-septies del codice penale; in alcuni casi si procede d’ufficio. Non devi decidere tutto la sera stessa. Farti visitare subito, però, protegge le prove e la tua salute.
Dopo: come proteggerti la prossima volta
Nessuna precauzione sposta la responsabilità su chi subisce: la colpa è sempre di chi altera il bicchiere. Qualche abitudine può comunque ridurre il rischio: non lasciare il drink incustodito, guardarlo mentre viene preparato, uscire in gruppo e decidere prima come tornare a casa.
Anche un test può aiutare. La striscia reattiva DrinkCheck rileva 6+ sostanze, tra cui GHB, ketamina, scopolamina, cocaina, metanfetamina e anfetamina. Un risultato negativo non garantisce che la bevanda sia sicura. Come si usa e come si legge il risultato è spiegato in come funziona; per conoscere meglio le sostanze, leggi la guida alle droghe dello stupro.
Se però stai già male, il test non serve: servono il 112, il pronto soccorso e il 1522.
Questo articolo ha finalità informative e non sostituisce il parere di un medico o di un avvocato. In caso di emergenza chiama il 112.