In Italia non esiste un reato specifico di «drink spiking», cioè di alterazione di una bevanda all’insaputa di chi la beve. Il fatto però è già punito: l’art. 613 del codice penale colpisce chi, anche «mediante somministrazione di sostanze alcooliche o stupefacenti», mette una persona senza il suo consenso in uno stato d’incapacità d’intendere o di volere. La pena è la reclusione fino a un anno; fino a cinque anni se il colpevole voleva far commettere un reato.
Questa guida riassume le norme in vigore al 23 settembre 2026, con i testi consultati su Normattiva. Non è consulenza legale: per un caso concreto rivolgiti a un avvocato o a un centro antiviolenza.
Se hai appena bevuto qualcosa che ti fa stare male, la legge può aspettare: smetti di bere, chiama il 112 e leggi la guida su cosa fare se sospetti un drink alterato.
Il reato di base: art. 613 c.p.
L’art. 613 si intitola «Stato di incapacità procurato mediante violenza». La parola «violenza» può trarre in inganno: la norma non richiede botte o minacce. Basta rendere qualcuno incapace «mediante suggestione ipnotica o in veglia, o mediante somministrazione di sostanze alcooliche o stupefacenti, o con qualsiasi altro mezzo».
| Situazione prevista dall’art. 613 | Pena |
|---|---|
| Rendere una persona, senza il suo consenso, incapace d’intendere o di volere | reclusione fino a un anno |
| Il colpevole ha agito per far commettere un reato | reclusione fino a cinque anni |
| La persona resa incapace commette, in quello stato, un fatto previsto dalla legge come delitto | reclusione fino a cinque anni |
Un dettaglio conta: il consenso di un minore o di una persona non in grado di darlo validamente non esclude il reato (il secondo comma rinvia alle persone indicate nell’art. 579).
Se segue una violenza sessuale: artt. 609-bis e 609-ter
Quando il drink alterato serve a commettere una violenza sessuale, il quadro cambia di scala.
- L’art. 609-bis punisce la violenza sessuale con la reclusione da sei a dodici anni. Vale anche per chi induce una persona ad atti sessuali «abusando delle condizioni di inferiorità fisica o psichica della persona offesa al momento del fatto»: è il caso tipico di chi è stata o è stato stordito da una sostanza.
- L’art. 609-ter aumenta la pena di un terzo se il fatto è commesso «con l’uso di armi o di sostanze alcoliche, narcotiche o stupefacenti o di altri strumenti o sostanze gravemente lesivi della salute della persona offesa».
Per questi reati, di regola, serve la querela della persona offesa. L’art. 609-septies fissa il termine a dodici mesi e stabilisce che la querela, una volta presentata, è irrevocabile. Si procede invece d’ufficio in alcuni casi, per esempio se la vittima è minorenne o se il fatto è connesso a un altro delitto perseguibile d’ufficio.
Se lo scopo è derubare: art. 628 c.p.
Non tutte le sostanze vengono usate per abusi sessuali. Chi stordisce una persona per sottrarle telefono, portafoglio o carte risponde di rapina aggravata: l’art. 628, terzo comma, prevede la reclusione da sei a venti anni «se la violenza consiste nel porre taluno in stato di incapacità di volere o di agire».
E le sostanze? Cosa dice il testo unico
Molte delle cosiddette droghe dello stupro sono anche sostanze stupefacenti per la legge italiana. Secondo il documento della Direzione centrale per i servizi antidroga (DCSA), GHB e GBL sono inseriti nella Tabella IV del DPR 309/1990, la ketamina nella Tabella I. Procurarsele, detenerle o cederle è quindi un problema legale a sé, che si aggiunge ai reati descritti sopra. Il documento DCSA risale a dicembre 2022: per lo stato attuale delle tabelle fa fede il testo vigente del DPR 309/1990.
La riforma del consenso: a che punto è
Da mesi si discute di cambiare la definizione di violenza sessuale mettendo al centro il consenso. La proposta di legge C. 1693, «Modifica dell’articolo 609-bis del codice penale in materia di violenza sessuale e di libera manifestazione del consenso», è stata approvata dalla Camera il 19 novembre 2025 e trasmessa lo stesso giorno al Senato, dove è diventata il disegno di legge S. 1715.
Al 23 settembre 2026 la riforma non è in vigore: il testo dell’art. 609-bis su Normattiva è ancora quello basato su violenza, minaccia, abuso di autorità o abuso delle condizioni di inferiorità. La proposta, inoltre, non riguarda in modo specifico le bevande alterate. Aggiorneremo questa pagina se l’iter cambierà.
Cosa significa in pratica
- Il drink alterato è reato anche da solo. L’art. 613 non richiede che segua una violenza o un furto.
- Le prove si perdono in fretta. Il GHB è rilevabile nel sangue fino a circa 6 ore e nelle urine fino a circa 12 ore. Un referto del pronto soccorso con esame tossicologico e il bicchiere conservato rendono la denuncia molto più solida.
- Puoi presentare denuncia o querela presso la Polizia di Stato o i Carabinieri. Il 1522, gratuito e attivo 24 ore su 24, ti aiuta a orientarti e a trovare un centro antiviolenza.
- Anche i locali hanno un ruolo. Personale formato e procedure chiare aiutano chi chiede aiuto e preservano le prove: ne parliamo nella guida ai locali sicuri.
Prevenire resta la prima tutela
La legge interviene dopo. Prima contano le abitudini: non lasciare il bicchiere incustodito, guardare mentre viene preparato, uscire in gruppo. Un test sulla bevanda è un aiuto in più. La striscia reattiva DrinkCheck rileva 6+ sostanze, tra cui GHB, ketamina, scopolamina, cocaina, metanfetamina e anfetamina, e un risultato negativo non garantisce che la bevanda sia sicura. Quali sostanze vengono usate e come agiscono lo spieghiamo nella guida alle droghe dello stupro; per l’uso della striscia vedi come funziona.
Questo articolo ha finalità informative e non costituisce consulenza legale. Testi normativi consultati su Normattiva il 23 settembre 2026. In caso di emergenza chiama il 112.